SICILIANI? PERCHE’ NO? GRAZIE, REGNO UNITO

In questi giorni i nostri politici e i nostri giornali si stanno stracciando le vesti per un attacco britannico agli italiani meridionali e ai siciliani, accusati niente meno che di appartenere ad un’etnia diversa dagli italiani propriamente detti (altri italiani). Ma cosa è successo realmente? E perché questo improvviso amore italico per la Sicilia?

SICILIANI LIBERI STA VALUTANDO DI DENUNCIARE GLI AUTORI DELL’ACCORDO CAPESTRO STATO-REGIONE

 

La macchina da guerra contro la Sicilia va a pieni giri e accelera. Il PD ha fretta di lasciare un cumulo di macerie alla Regione, prima dell’inevitabile fuga alle urne l’anno prossimo.

Dopo una serie impressionante di genuflessioni e favori allo Stato (il primo mutuo, contratto per accelerare il pagamento alle case farmaceutiche italiane, pagato con un bel tasso variabile e con una bella fiscalità di svantaggio per i Siciliani per i prossimi 30 anni; il primo “accordo”, quello del 2014, con il quale la Sicilia rinunciava a ciò che le spettava di diritto), l’arroganza di quest’ultimo non conosce limiti.

L’oscura vicenda della cancellazione dei residui attivi l’estate scorsa, poi, infine, lo scellerato accordo dello scorso giugno.

Come mai tanta violenza contro la Sicilia? E soprattutto che fare per fermarla?

RIFORME COSTITUZIONALI E STATUTO SPECIALE

  Sabato dalle ore 18:00 alle ore 21:00 Aci Sant’Antonio, Palazzo Cantarella, P.zza Cantarella 5   Incontro pubblico sulle riforme costituzionali, le conseguenze per lo Statuto Speciale Siciliano e per il futuro stesso della Sicilia. Relaziona il Prof. MASSIMO COSTA, Professore Ordinario di Scienze Economiche, Aziendali e Statistiche dell’Università di Palermo, Presidente del Movimento “Siciliani … Continue reading “RIFORME COSTITUZIONALI E STATUTO SPECIALE”

Lo Statuto definitivo e l’inizio dei “rinvii”

Alla fine, incalzati dai fatti d’armi (la battaglia di Monte San Mauro), la Consulta precipitò i propri lavori, con una prevalenza schiacciante degli autonomisti/federalisti (cripto-indipendentisti) rispetto ai centralisti.

I fatti sono noti: dalla Commissione lo Statuto passò alla Consulta, da questa al Governo italiano che lo approvò e infine andò alla firma del Re, che da poco era Umberto II, non più Luogotenente per l’abdicazione di Vittorio Emanuele III.

Ai primi di gennaio si arrivò ad un armistizio con i Separatisti. Due fatti erano determinanti. In primo luogo l’indipendentismo con centinaia di carcerati, sedi devastate e svuotate dalla polizia o da folle prezzolate dalle questure, isolata dall’abbandono internazionale, dall’opportunismo della classe dirigente, che aveva fiutato il vento, non faceva più paura. Si era capito che era stato ridotto in minoranza nella società, magari una grossa minoranza, ma sempre una minoranza.

Poi, tutto sommato, dal punto di vista dei Separatisti, la conquista dello Statuto se non era l’indipendenza poco ci mancava. Ci si poteva adattare a fare i “federalisti”, in attesa di tempi migliori. Ottenevano lo Statuto, l’amnistia, la possibilità di riorganizzarsi politicamente e di presentarsi alle elezioni. Anche se il tempo era poco per riorganizzarsi era un compromesso accettabile. L’Evis veniva naturalmente sciolto. Era il Trattato di pace tra Italia e Sicilia che determinava la nascita dello Statuto. 

Ma concentriamoci sulla parte finanziaria.

RICORSO AL TAR CONTRO LA ZTL CENTRALE

Il Movimento politico SICILIANI LIBERI ha deliberato, nel corso della serata di ieri, la partecipazione al ricorso promosso da Bispensiero e da Vivo Civile contro l’istituzione delle Ztl.      RICORSO AL TAR CONTRO LA ZTL CENTRALE – ASSEMBLEA CITTADINA – CONFERENZA STAMPA BISPENSIERO e VIVO CIVILE annunciano la presentazione di un nuovo ricorso al … Continue reading “RICORSO AL TAR CONTRO LA ZTL CENTRALE”

Gli altri progetti

Nel 1945 la Consulta, dopo essersi insediata, espresse una Commissione ristretta dalla quale sarebbe dovuta uscire la versione finale dello Statuto.

Non c’è bisogno di dire che la Questione finanziaria da allora cominciò ad essere la vera materia del contendere tra Sicilia e Italia.

Da un lato c’erano gli autonomisti veri, tra cui soprattutto Guarino Amella; dall’altro l’Alto Commissario Aldisio, che cercava di depotenziare al massimo il contenuto della grande Riforma.

Citiamo Guarino Amella perché fu il più combattivo di tutti. Presentò un progetto, il più fedele a quello Vacirca, appena appena adattato al nuovo contesto in cui la Sicilia non godeva più dell’appoggio internazionale. Grande patriota indipendentista, dopo i primi mesi dopo lo sbarco, con grande senso di responsabilità e pragmatismo, a nostro avviso “si finse” autonomista, per insinuarsi tra i partiti italiani che avrebbero deliberato sull’Autonomia, e spingere questa al massimo possibile.

Il Progetto Vacirca e l’Alto Commissariato

Inauguriamo con questo articolo una serie di interventi in cui si racconta per filo e per segno la storia della mancata attuazione dello Statuto in materia finanziaria.

Cominciamo dall’inizio.

Con lo scioglimento dell’amministrazione della Luogotenenza, nel 1862, a seguito di uno stato di assedio dovuto alla cosiddetta “Rivolta dei Cutrara”, ciò che restava dell’amministrazione centrale regia, e poi viceregia, dell’antico Regno di Sicilia, sopravvissuto come “Luogotenenza” durante tutto il Regno delle Due Sicilie, veniva definitivamente sciolto. Nei primi due anni di vita lo Stato italiano aveva voluto dare così risposta alla ben più ampia domanda di autogoverno presentato dal Consiglio di Stato di Sicilia, che richiedeva una totale e ampia devoluzione legislativa, amministrativa, finanziaria e giudiziaria per l’ex Stato di Sicilia. Ora, alla prima occasione di disordini, anche questa moderatissima devoluzione amministrativa cessava di esistere, e con essa ogni forma di identità politica propria della Sicilia.

Sanità: Lo Stato italiano sta uccidendo i Siciliani – Ecco i numeri

La ridefinizione della struttura sanitaria regionale, telecomandata da Roma, ed eseguita prontamente da un governo regionale servo, sta facendo sollevare mezza Sicilia.

Ci è venuto un dubbio. Ma come mai tutti i giornali e telegiornali parlano solo di sprechi della sanità meridionale e siciliana e qui, per esperienza diretta, troviamo solo diritto alla salute negata ed ospedali chiusi?